Ferrara – Imperiale – Bombelli

Interventi chirurgici a Bolzano

Presso lo studio di chirurgia generale Ferrara Imperiale Bombelli, vengono eseguiti diversi interventi chirurgici a Bolzano, tutti in regime di day hospital.
Gli interventi sono il risultato della lunga esperienza professionale e delle specializzazioni dei medici dello studio. Il principio è quello di una chirurgia “taylor made”, cucita su misura sulle esigenze e le peculiarità del cliente per il quale viene sempre studiata la soluzione più adatta.

Proctologia e patologia del pavimento pelvico

La particolare delicatezza e la riservatezza che questa patologia trova nell’ascolto e nel tempo da dedicare al paziente la sua risposta migliore.
E’ necessario raggiungere il giusto compromesso tra metodologie diagnostiche e terapeutiche e richiesta del paziente. Bisogna in sostanza confezionare un vestito su misura!
Per ogni paziente è necessario individuare un percorso dedicato, basato sulla sua condizione e sulla sua necessità.

La patologia anorettale e quella del pavimento pelvico necessitano di un approccio multidisciplinare. E’ ormai indispensabile la collaborazione tra chirurgo colorettoanale, urologo, ginecologo, neurochirurgo, ortopedico, fisioterapista e osteopata.

Le strette connessioni funzionali e anatomiche tra gli organi del pavimento pelvico, il bacino e la colonna vertebrale, esprimono la loro sofferenza attraverso alterazioni della funzione anorettale e urinaria. E’ frequente il riscontro di patologie osteofasciali che richiamano sintomi in sede anorettale o urinaria in assenza di patologia visibile a carico di questi organi.

Il lavoro in team mantiene il paziente al centro dell’attenzione per seguirlo nel suo percorso diagnostico terapeutico.

La visita proctologica

La visita proctologica si compone di un colloquio durante il quale vengono raccolte il maggior numero di informazioni possibili, con particolare attenzione ai disturbi funzionali e ai dati anamnestici.

La visita vera e propria si realizza poi su lettino, con il paziente sdraiato sul fianco di sinistra dove si procede alla esplorazione anorettale e alla visualizzazione diretta del canale anale tramite anoscopia.

SI tratta di manovre indolori che consentono di visualizzare la regione anoperianale e di poter giungere ad una obiettività completa, atto fondamentale per le decisioni terapeutiche.

Valutazione della parete addominale

La chirurgia di parete addominale è oggi una chirurgia riparativa e di ripristino funzionale, che si avvale di moderne tecniche di ricostruzione volte a ridare forma e funzione alla parete danneggiata dalla presenza di una ernia.

Non è una chirugia estetica nè plastica, ma una vera chirurgia di ripristino della parete addominale, organo fondamentale per la funzione cardiorespiratoria e per la attività della colonna vertebrale.

Comprende la riparazione di lesioni semplici, come l’ernia ombelicale, epigastrica, inguinale e femorale ma anche la riparazione, con impianti di protesi sintetiche o di derivazione biologica, di voluminose lesioni della intera parete addominale.

Emorroidi

Forse non tutti lo sanno, ma le emorroidi non sono una malattia, ma una normale struttura dell’anatomia normale umana.

Siamo abituati a sentire parlare di emorroidi in senso di disturbo o malattia, ma in realtà questo organo della continenza fecale lavora nel silenzio fino a che qualcosa smette di funzionare.

Dal punto di vista della fisiologia le emorroidi, poste internamente all’ingresso del canale anale, costituiscono una guarnizione ad anello, che grazie ad un sistema di riempimento automatico, chiude il canale, assieme agli sfinteri, ogni volta che la pressione addominale aumenta, impedendo la perdita involontaria di feci o gas.

Come tutte le strutture normali del nostro corpo anche le emorroidi si possono “ammalare”. Il vero problema diagnostico della patologia emorroidaria è che i disturbi non sono specifici, non sono cioè esclusivi di questa malattia,

Sanguinamento, prurito, dolore, senso di ano umido, disturbi della continenza, sono tutti sintomi che possono originare da disturbi differenti dell’ano retto , fino, in rari casi a patologie di maggiore impegno.

Diventa necessario allora fare una diagnosi certa , in breve tempo, qualificata. Tutto questo ottiene di scegliere la terapia adeguata, evitare inutili sofferenze e perdite di tempo causate da terapie aplicate senza diagnosi, tranquillizzare il paziente che da solo non riesce a valutare cosa stia succedendo.

La presentazione clinica è estremamente variabile: ogni paziente ha situazioni sue e la terapia. sia medica che chirugica, va confezionata su misura.

Va tenuto presente che solo il 10 % dei pazienti visitati in un ambulatorio proctologico avranno bisogno di un intervento chirurgico. Adesso la domanda successiva è inevitabile : quale è l’intervento migliore?

La risposta, a fronte del variegato e spesso confondente mondo del web, è abbastanza semplice. Si tratta di una patologia benigna, dove si devono avere rischi minimi, efficacia elevata ed effetto duraturo, In una parola il paziente affetto da malattia emorroidaria candidato ad intervento chirugico deve essere operato in modo stabile e definitivo.

L’altro aspetto – che viene rimarcato nelle linee guida delle società scientifiche – è la necessità di una scelta su misura della tecnica : significa che nello stesso paziente, poichè si lavora su un cerchio ( il cerchio anale). trovando condizioni differerenti nei vari settori si è autorizzati ad impiegare tecniche differerenti,

In linea di principio , l’intervento che offre in ad soluto i migliori risultati, in termini di sicurezza, stabilità nel tempo, rispetto delle strutture anatomiche è la emorroidectomia classica aperta o semichiusa nelle varianti di Milligam- Morgan o di Fergusson,

L’ uso del bisturi a radiofrequenza consente una visione ottimale è una precisione di esecuzione che limita i tempi dell’ intervento e riduce il dolore postoperatorio.

Il fascino e l’interesse suscitato alla fine degli anni 90 della prolassectomia di Longo, si è andato via via spegnendo, non solo per le complicanze insite nella tecnica, ma ache per la impossibilità di trattare con successo situazioni differenti nell’ambito dello stesso paziente.

Tecniche non resettive com THD , HALdoppler o analoghi più economici come HPS possono trovare un razionale in situazioni particolari ma senza offrire stabilità nel tempo e con rischio di recidiva elevata fino anche al 30% dei casi,

Questa brevissima disamina ha solamente lo scopo di far capire come nella scelta di un trattamento sia fondamentale – una volta posta la diagnosi – il colloquio tra il medico e il paziente dove devono essere esaminate tutte le variabili ed illustrati tutte le tecniche disponibili , per consentire una decisione quanto più serena e condivisa possibile.

Riabilitazione pelviperineale

L’approccio alle patologie del pavimento pelvico deve necessariamente tenere conto della complessità di questa regione anatomica, che resta ancora oggi una delle meno comprese . Il pavimento pelvico costituisce una cerniera funzionale tra la colonna vertebrale, il bacino e gli arti inferiori. L’apparato urogenitale, così come il distretto anorettale, sono intimamente collegati con la componente muscolo- ligamentosa del pavimento pelvico e ogni modifica di statica e dinamica innescata da alterazioni della colonna vertebrale, del bacino e degli arti inferiori ha elevata probabilità di ripercuotersi sulla componente fasciale e muscolare e quindi di esprimere disturbi della funzione urinaria e fecale.

Questo aiuta a capire come un paziente con mal di schiena possa avere cistiti ricorrenti o accessi di malattia emorroidaria. Allo stesso modo, disturbi della componente sacrale o della muscolatura orizzontale del piano pelvico posso essere interpretati in prima battuta come patologie anoperianali.

Diventa necessario arrivare ad una diagnosi, quanto più possibile precisa , coinvolgendo l’urologo, l’ortopedico, il neurochirurgo, il gastroenterologo, per avviare poi questi pazienti a trattamenti quasi sempre riabilitativi combinati grazie all’intervento dell’ osteopata, del fisioterapista, di trattamenti come la elettroterapia o il bio-feedback.

Artrosi e chirurgia protesica

L’ artrosi dell’anca

L’anca è la più grande articolazione del nostro corpo. Supportandone il peso essa ci consente di stare in piedi, muoverci e camminare. La compromissione della sua struttura dovuta all’usura dell’articolazione può determinare, col passare del tempo, rigidità e difficoltà nei movimenti quotidiani ( per esempio indossare calze e scarpe , salire agevolmente in macchina ) e limitare progressivamente la capacità deambulatoria determinando così una vera e propria invalidità.

L’artrosi dell’anca e’ una patologia che si manifesta tipicamente in età avanzata ed è dovuta all’invecchiamento degenerativo della cartilagine ( artrosi primaria ) .

Tuttavia sempre più spesso essa si sviluppa piu’ precocemente , come esito di deformità e difetti strutturali congeniti (displasie) o evolutivi ( conflitti femoroacetabolari ) , nella osteonecrosi e nei suoi esiti, ma anche in seguito a pregressi eventi traumatici (le cosiddette artrosi secondarie).

La cura, nelle fasi iniziali, prevede trattamenti fisioterapici eseguiti secondo diverse modalita’ e varie terapie farmacologiche ed infiltrative applicate secondo tecniche ecoguidate; questi trattamenti conservativi mirano ad una riduzione dei sintomi.

Ma quando essi non risultano più efficaci, la chirurgia protesica offre una valida soluzione definitiva alle problematiche riconducendo il paziente ad un ritorno ad una vita di movimento.

nella foto a sinistra si evidenzia la limitazione funzionale con difficolta a raggiungere la nuca con l’ artro destro affetto da artrosi di spalla; la stessa paziente e a destra, dopo intervento protesico, mostra un buon recupero della funzione

L’ artrosi della spalla

Nell’artrosi della spalla (omartrosi) il dolore è spesso associato a un’importante perdita di movimento e deficit funzionale dell’arto superiore, con limitazioni nello svolgimento delle attività quotidiane quali lavarsi, pettinarsi o raggiungere oggetti al di sopra della testa. L’artrosi spesso si manifesta a distanza di anni, a seguito di fratture osteoarticolari, lussazioni o rotture tendinee inveterate della cuffia dei rotatori.

L’ artrosi al ginocchio

Nell’artrosi del ginocchio, il dolore e gonfiore si associa spesso ad una marcata deviazione dell’allineamento degli arti e ad una progressiva restrizione dei movimenti; sia la capacita’ deambulatoria sia il grado di movimento vengono spesso gravemente compromessi tanto da rendere difficile un utilizzo dell’ arto stesso. Generalmente la artrosi si estende a tutta la articolazione convolgendo tutte le sue parti, denominati compartimenti.

Talvolta l’ artrosi del ginocchio puo’ interessare prevalentemente solo una parte del ginocchio ( artrosi monocompartimentale ). Questo tipo di artrosi si manifesta generalmente in eta’ piu giovane,
Nel caso di una artrosi confinata ad una parte si puo’ procedere alla sostituzione solo della parte danneggiata preservando la restante parte del ginocchio utilizzando una cosidetta protesi monocompartimentale.

Paziente affetto da grave deformita’ bilaterale dell’ allineamento tra la coscia e la gamba; a sinistra quadro clinico prima di intervento di protesi di ginocchio , a destra dopo intervento di protesi di ginocchio eseguito sul lato destro con correzione della deformita’. Il paziente e’ in attesa di intervento di artroprotesi sul lato sinistro.

La chirurgia protesica rappresenta una disciplina elettiva definitiva a cui il paziente generalmente si affida dopo un periodo più o meno lungo di ragionamento e trattamento conservativo, scegliendo il medico più congeniale alle sue esigenze.

In termini generici lo scopo che l’ intervento protesico si prefigge e’ quello di eliminare possibilmente in forma totale il dolore e di conferire nuovamente stabilita’ e movimento che duri nel piu’ ampio lasso di tempo possibile .

Il grado di successo e di effettivo raggiungimento di tale obiettivo e’ determinato dalla articolazione sulla quale si interviene, ponendo la alterazione anatomica che contraddistingue la artrosi dell’ anca, della spalla o del ginocchio e le diverse caratteristiche funzionali da ripristinare il chirurgo e il paziente di fronte a situazioni molto diverse l’ una dall’ altra , che si tratti di intervento su anca, ginocchio o spalla; ne deriva che le realistiche prospettive e probabilita’ di successo dipendono dalla articolazione sulla quale si interviene, dalla gravita’ del quadro clinico preoperatorio, dalle condizioni cliniche generali e dalla consapevolezza del paziente sul risultato che realisticamente si prospetta; esso e’ inoltre in buona parte determinato dalla disponibilita’ del paziente stesso ad un adeguato trattamento rieducativo postoperatorio guidato e supervisionato da fisioterapisti che lo coinvolgeranno in forma progressivamente attiva secondo modalita’ di un recupero funzionale accelerato .

Nel processo di programmazione all’ intervento chirurgico protesico il singolo paziente verra’ pertanto informato nell’ ambito del colloquio informativo preoperatorio sulle reali aspettative di risultato, sui posssibili effetti collaterali e sulle complicanze che da esso possono potenzialmente derivare e sul grado di coinvolgimento richiesto dal paziente stesso .

Grazie alla sua esperienza, il dott. Marco Bombelli è in grado di offrire una consulenza per il paziente, individuando al momento della visita il trattamento piu opportuno, ascoltando e accogliendo le sue necessità. Ogni singolo caso è perciò gestito in modo individuale applicando varie modalita’ di trattamento con la soddisfazione completa del paziente come obiettivo finale del percorso terapeutico.
Un percorso che avviene proposto sia in fase preoperatoria sia dopo l’ intervento in equipe con altri professionisti, che il dott. Bombelli ha avuto modo di selezionare nel corso degli anni, scegliendoli come partner e collaboratori.

Il paziente candidato ad un intervento protesico verra’ sottoposto ad una specifica educazione preoperatoria e verra’ informato ed istruito in anteprima e nel dettaglio su quello che saranno le fasi postoperatorie durante la degenza ; qualora la condizione artrosica abbia determinato nel tempo manifesti vizi posturali in distretti anatomici limitrofi, il paziente verra’ inoltre sottoposto ad un trattamento di rieducazione preoperatoria , adoperando tecniche atte a migliorare il quadro generale del paziente che si sottopone all’intervento chirurgico.

Chirurgia protesica
dell’anca a Bolzano

Il dolore all’anca

La cura dell’ artrosi dell’ anca ( coxartrosi ) prevede nelle fasi iniziali trattamenti fisioterapici eseguiti secondo diverse modalita’ e terapie farmacologiche utilizzando varie tipologie di farmaci incluse terapie infiltrative ( iniezioni endoarticolari con acido ialuronico, talvolta cortisonici ) applicate sotto controllo ecografico; questi trattamenti conservativi mirano ad una riduzione dei sintomi. Ma quando essi non risultano più efficaci, la chirurgia protesica offre una valida soluzione definitiva alle problematiche riconducendo il paziente ad un ritorno ad una vita di movimento.

Chirurgia protesica dell’anca a Bolzano

La moderna chirurgia protesica di primo impianto dell’anca non si limita alla mera sostituzione della parte articolare danneggiata, ma assume caratteristiche ricostruttive al fine di ripristinare e ottimizzare la funzione articolare nel più breve tempo possibile e nel modo più completo.

A questo scopo ricopre un ruolo fondamentale una accurata pianificazione preoperatoria nella scelta della tipo e forma di protesi che possa riprodurre anche nei casi piu compromessi ( come illustrato nella sequenza radiografica ) nel modo piu’ fedele possibile la geometria articolare del singolo paziente ottimizzando la biomeccanica e quindi il. risultato funzionale

L’ utilizzo di protesi di diverso disegno e l’ impiego di materiali di lavorazione sempre piu’ tecnologica favorisce l’ ancoraggio nel contesto della struttura ossea all’ interno della quale la protesi si deve integrare, requisito fondamentale per una lunga sopravvivenza della protesi stessa.

Tecniche chirurgiche sempre meno invasive, mirate alla preservazione dei tessuti (tissue sparing surgery) , consentono di accedere alla articolazione semplicemente divaricando piuttosto che tagliando le strutture anatomiche muscolari e tendinee sovrastanti , con evidente risvolto positivo nel periodo susseguente all’ intervento, consentendo una precoce riabilitazione priva di particolari restrizioni .

L’ intervento puo’ eseguito salvo contraindicazioni specifiche attraverso una incisione cutanea esteticamente valida (cosiddetta incisione bikini), aggiungendo un valore estetico al gia’ menzionato valore funzionale della chirurgia mirata al risparmio dei tessuti ( tss surgery ).
La chirurgia robotica rappresenta la forma attualmente tecnologicamente piu’ avanzata di combinazione tra precisione nella pianificazione preoperatoria ed accuratezza nel posizionamento delle componenti protesiche durante l’ intervento chirurgico.

I pazienti candidati all’intervento chirurgico verranno presi in carico già nel preoperatorio da specialisti del settore riabilitativo che spiegheranno in anteprima le varie fasi dell’operazione, inclusa la deambulazione con stampelle, e illustreranno le varie fasi del recupero postoperatorio. Talvolta può rendersi opportuna una valutazione fisioterapica e osteopatica globale eseguita nel preoperatorio al fine di ottimizzare le condizioni per affrontare al meglio l’intervento.

Nella fase postchirurgica, il paziente sarà sottoposto a una terapia analgesica mirata. Sarà così possibile la deambulazione e lo svolgimento di una prima fase di terapia rieducazionale in assenza di dolore, a partire dalla prima giornata postoperatoria fino al giorno di dimissione a domicilio o in una struttura riabilitativa

Anche dopo la dimissione il paziente verrà accompagnato, attraverso trattamenti ambulatoriali, nel suo percorso di guarigione e rieducativo, seguendo protocolli di riabilitazione progressiva e personalizzata e includendo, se necessario, trattamenti di ginnastica in acqua (idrokinesioterapia).

Chirurgia protesica della spalla e del ginocchio a Bolzano

Protesi di spalla

L’artrosi di spalla spesso si manifesta a distanza di anni, a seguito di esiti di fratture osteoarticolari, lussazioni o rotture tendinee inveterate della cuffia dei rotatori.

Il dolore è spesso associato a un’importante perdita di movimento e deficit funzionale dell’arto superiore, con limitazioni nello svolgimento delle attività quotidiane quali lavarsi, pettinarsi o raggiungere oggetti al di sopra della testa. Quando i trattamenti farmacologici, infiltrativi fisioterapici e osteopatici hanno raggiunto i loro limiti, l’intervento sostitutivo crea le condizioni per un recupero funzionale con una considerevole riduzione del dolore.

La protesi di spalla puo’ rendersi necessaria anche in seguito ad una frattura della testa dell’ omero ( foto ) in quei casi di particolare gravita’ in cui la preservazione attraverso una osteosintesi e’ gravata da rischi di complicanze maggiori.

La moderna chirurgia protesica di spalla assume un carattere ricostruttivo della articolazione danneggiata piuttosto che un approccio puramente sostitutivo. Lo fa utilizzando diverse tipologie di design protesico in base alla patologia che ha determinato la necessita’ di intervento ( protesi anatomiche tradizionali o a stelo corto – protesi totali o parziali per frattura, protesi inverse ) e utilizzando materiali tecnologicamente sempre più avanzati

Protesi di ginocchio

L’ artrosi del ginocchio puo’ interessare prevalentemente solo una parte del ginocchio ( artrosi monocompartimentale ) o estendersi a tutta la articolazione . Nel caso di una artrosi confinata ad una parte e se la deformita’ dell’ arto e’ relativamente contenuta si puo’ procedere alla sostituzione solo della parte danneggiata utilizzando una cosidetta PROTESI MONOCOMPARTIMENTALE ( vedi foto ) .

Qualora la artrosi si estenda a tutta la articolazione o in grado di notevole deformita’ , l’ intervento sostitutivo di rivestimento coinvolgera’ tutta la articolazione , procedendo ad un INTERVENTO DI PROTESI TOTALE.
La chirurgia robotica assistita rappresenta la forma tecnologicamente piu’ avanzata di combinazione tra precisione nella pianificazione preoperatoria ed accuratezza e fedelta’ nel posizionamento delle componenti protesiche durante l’ intervento chirurgico.
( vedi capitolo CHIRURGIA ROBOT ASSISTITA )

Nella fase successiva all’ intervento il paziente verra’ istruito in una prima fase alla deambulazione assistita sia in piano sia sulle scale e alla esecuzione di movimenti assistiti dal fisioterapista che con il tempo assumeranno carattere di movimenti sempre piu’ attivi.

Anche dopo la dimissione il paziente verrà accompagnato, attraverso trattamenti ambulatoriali, nel suo percorso di guarigione e rieducativo secondo protocolli di riabilitazione progressiva e personalizzata includendo in caso indicati trattamenti di ginnastica in acqua (idrokinesioterapia).

Pazienti candidati all’intervento chirurgico verranno presi in carico già nel preoperatorio da figure del settore riabilitativo, che spiegheranno in anteprima le fasi riabilitative e illustreranno quelle del recupero postoperatorio. A volte può rendersi opportuna una valutazione fisioterapica o osteopatica globale, eseguita nella fase preoperatoria, utile a ottimizzare le condizioni per affrontare al meglio l’intervento.

Chirurgia di revisione
protesica dell’anca a Bolzano

Protesi di spalla

L’artrosi di spalla spesso si manifesta a distanza di anni, a seguito di esiti di fratture osteoarticolari, lussazioni o rotture tendinee inveterate della cuffia dei rotatori.

Il dolore è spesso associato a un’importante perdita di movimento e deficit funzionale dell’arto superiore, con limitazioni nello svolgimento delle attività quotidiane quali lavarsi, pettinarsi o raggiungere oggetti al di sopra della testa. Quando i trattamenti farmacologici, infiltrativi fisioterapici e osteopatici hanno raggiunto i loro limiti, l’intervento sostitutivo crea le condizioni per un recupero funzionale con una considerevole riduzione del dolore.

La protesi di spalla puo’ rendersi necessaria anche in seguito ad una frattura della testa dell’ omero ( foto ) in quei casi di particolare gravita’ in cui la preservazione attraverso una osteosintesi e’ gravata da rischi di complicanze maggiori.

La moderna chirurgia protesica di spalla assume un carattere ricostruttivo della articolazione danneggiata piuttosto che un approccio puramente sostitutivo. Lo fa utilizzando diverse tipologie di design protesico in base alla patologia che ha determinato la necessita’ di intervento ( protesi anatomiche tradizionali o a stelo corto – protesi totali o parziali per frattura, protesi inverse ) e utilizzando materiali tecnologicamente sempre più avanzati

Protesi di ginocchio

L’ artrosi del ginocchio puo’ interessare prevalentemente solo una parte del ginocchio ( artrosi monocompartimentale ) o estendersi a tutta la articolazione . Nel caso di una artrosi confinata ad una parte e se la deformita’ dell’ arto e’ relativamente contenuta si puo’ procedere alla sostituzione solo della parte danneggiata utilizzando una cosidetta PROTESI MONOCOMPARTIMENTALE ( vedi foto ) .

Qualora la artrosi si estenda a tutta la articolazione o in grado di notevole deformita’ , l’ intervento sostitutivo di rivestimento coinvolgera’ tutta la articolazione , procedendo ad un INTERVENTO DI PROTESI TOTALE.
La chirurgia robotica assistita rappresenta la forma tecnologicamente piu’ avanzata di combinazione tra precisione nella pianificazione preoperatoria ed accuratezza e fedelta’ nel posizionamento delle componenti protesiche durante l’ intervento chirurgico.
( vedi capitolo CHIRURGIA ROBOT ASSISTITA )

Nella fase successiva all’ intervento il paziente verra’ istruito in una prima fase alla deambulazione assistita sia in piano sia sulle scale e alla esecuzione di movimenti assistiti dal fisioterapista che con il tempo assumeranno carattere di movimenti sempre piu’ attivi.

Anche dopo la dimissione il paziente verrà accompagnato, attraverso trattamenti ambulatoriali, nel suo percorso di guarigione e rieducativo secondo protocolli di riabilitazione progressiva e personalizzata includendo in caso indicati trattamenti di ginnastica in acqua (idrokinesioterapia).

Pazienti candidati all’intervento chirurgico verranno presi in carico già nel preoperatorio da figure del settore riabilitativo, che spiegheranno in anteprima le fasi riabilitative e illustreranno quelle del recupero postoperatorio. A volte può rendersi opportuna una valutazione fisioterapica o osteopatica globale, eseguita nella fase preoperatoria, utile a ottimizzare le condizioni per affrontare al meglio l’intervento.

Artroprotesi d’anca robot assistita
a Bolzano

Perché usare la tecnica di chirurgia robotica

La chirurgia robotica applicata alla protesi d’ anca ha avuto il suo esordio nel 2011 negli Stati Uniti d’ America. Nonostante l’ intervento protesico d’ anca rappresenti allo stato attuale un intervento di grande affidabilita’ e soddisfazione per il paziente, la ricerca verso metodiche che rendessero l’ esecuzione di questo intervento altrettanto riproducibile anche in casi complessi ha condotto verso la ricerca di ausilii tecnologici che potessero aumentare la precisione; la tecnica di chirurgia robot assistita rappresenta allo stato attuale il metodo che meglio abbina una accurata pianificazione di taglia e posizionamento delle componenti protesiche, una corretta esecuzione degli atti chirurgici e una verifica intraoperatoria allo scopo di ripristinare tutti quei parametri biomeccanici fondamentali per un corretto funzionamento della nuova articolazione ( centro di rotazione , off – set con ripristino della corretta tensione muscolare , ripristino di una corretta lunghezza dell’ arto etc ).

In cosa consiste l’intervento robotizzato all’anca

L’ intervento robot assistito di protesi totale d’ anca ( denominato Makoplastica d’anca ) si avvale di un sistema computerizzato che analizza le immagini TAC effettuate dal paziente nei mesi precedenti all’intervento, elaborandole in un modello tridimensionale dell’anca; sulla base di questo modello virtuale il chirurgo effettua le sue scelte in termini di taglia delle componenti protesiche e posizionamento delle stesse, avendo la possibilita di variare la posizione delle componenti sui vari piani dello spazio , verificandone virtualmente l’ effetto sui parametri desiderati ( ripristino lunghezza, ripristino off set etc ) prima della vera e propria esecuzione dei passaggi chirurgici .

Durante l’ intervento il chirurgo fornisce al computer ulteriori parametri attraverso sensori posizionati su strutture anatomiche strategiche rilevate sul campo operatorio che, integrate al precedente studio preoperatorio, danno origine al modello definitivo.

Una volta validato il progetto, esso viene trasmesso al robot; il chirurgo esegue manualmente la resezione del collo femorale sotto controllo del computer , prepara la sede di alloggiamento femorale verificata sui vari piani e inserisce la componente protesica femorale di prova; Il robot interviene nella fase successiva: una fresa della dimensione prescelta nella fase di pianificazione viene montata su di un braccio meccanico di precisione collegato al robot che guida la fresa esattamente nella posizione precedentemente elaborata dal computer nel modello definitivo creando la sede di alloggiamento per la coppa acetabolare. L’ impattazione della stessa avviene in forma analoga attaverso l’ utilizzo del braccio meccanico del robot nella medesima posizione e orientamento della sede alloggiamento ottimizzando in questo modo il contatto protesi – osso . Verificato il corretto funzionamento dell’impianto temporaneo e confermata la realizzazione dei parametri prescelti ( lunghezza degli arti, stabilità delle componenti, tensione muscolare, ecc.) si procede all’ impianto della componente femorale definitiva munita della corrispondente testina .

Perché usare la chirurgia robotica

La tecnica robotica consente di abbinare nel miglior modo possibile i concetti imprescindibili della moderna chirurgia protesica: accurata pianificazione e massima precisione nel riprodurre la pianificazione durante l’ intervento chirurgico; in questo modo la tecnica robotica ridurre drasticamente eventuali errori di posizionamento delle componenti protesiche che se basate sul solo controllo visivo del chirurgo durante un intervento di tecnica tradizionale possono verificarsi in casi di anatomia particolarmente distorta, e consente allo stesso tempo di monitorare durante tutto l’intervento il rispetto dei parametri biomeccanici indispensabili al corretto e longevo funzionamento di una protesi (centro di rotazione, lunghezza, tensione dei gruppi muscolari che muovono e stabilizzano l’anca, ecc.).

I vantaggi per il paziente

La tecnica computer assistita e robotica garantisce che l’ intervento venga eseguito esattamente nel modo in cui esso e’ stato pianificato, nell’ ottica di ripristino di tutti i parametri funzionali riducendo al minimo quel margine di errore che un intervento eseguito con tecnica tradizionale puo’ teoricamente comportare.

Il corretto posizionamento delle componenti protesiche si traduce non solo nella sensazione del paziente di un’articolazione stabile e biomeccanicamente più efficiente , consentendo nell’ immediata fase postoperatoria una riabilitazione rapida e priva di particolari restrizioni che col passare del tempo conduce il paziente verso la sensazione di “ un’ anca operata dimenticata “ ma scongiura rischi che un posizionamento subottimale delle componenti puo’ comportare mano a mano che il paziente riacquisisce col passare del tempo maggior confidenza con l’ arto operato e recupera un maggior grado di mobilita’ : problematiche di conflitto caratterizzate da un contatto delle componenti protesiche durante i movimenti possono essere alla base di rumori articolari ( cigolii ) e / o precoci consumi di materiale che possono essere diventare causa di revisione chirurgica.

La fase postoperatoria non si differenzia sostanzialmente da un intervento chirurgico eseguito secondo i canoni di una moderna chirurgia a risparmio dei tessuti ( tissue sparing surgery ), nel gergo chiamata mini invasiva , caratterizzata da una precoce deambulazione con ausilio di stampelle con carico progressivo consentito a partire dal giorno dopo l’ intervento. La durata della degenza si orienta in base al grado di abilita’ del singolo paziente allo svolgimento delle attivita’ quotidiane , generalmente attorno ad una settimana, seguita da un periodo di rieducazione domiciliare o ambulatoriale di circa 4 settimane.

Chi si puo’ sottoporre all’ intervento con il robot ?
Tutti i pazienti affetti da coxartrosi; attualmente la metodologia non e’ validata per interventi di revisione. L’ eta’ non rappresenta una contraindicazione all’ intervento sebbene una buona qualita’ ossea sia condizione per l’ utilizzo di una protesi non cementata

Vantaggi della chirurgia robotica

  • Esatto posizionamento delle componenti protesiche
  • Ricostruzione del centro di rotazione ottimale e delle condizioni biomeccaniche favorevoli ad un rapido recupero funzionale
  • Ripristino della corretta lunghezza dell’ arto correggendo eventuali dismetrie preoperatorie
  • Riduzione del tempo di degenza
  • Riduzione del fabbisogno di analgesici

Protesi totale di ginocchio
con tecnica di chirurgia robotica a Bolzano

Perché usare la tecnica di chirurgia robotica

A differenza di interventi chirurgici di protesizzazione eseguiti su altre grandi articolazioni come l’anca, l’ intervento di protesi totale di ginocchio eseguito secondo tecnica tradizionale puo’ essere inficiato da risultati clinici di non completa soddisfazione per chirurgo e paziente. Questo e’ dovuto alla difficolta’ che talvolta si presenta di trovare il giusto compromesso tra correzione dell’ allineamento dell’ arto, correzione di una concomitante instabilita’ legamentosa e corretto posizionamento della protesi dal punto di vista biomeccanico.

La robotica in chirurgia ortopedica permette di ridurre drasticamente le imperfezioni di posizionamento della protesi che in casi di situazioni anatomiche particolarmente compromesse o instabilita’ legamentose possono essere causa della maggior parte dei fallimenti e delle complicazioni e di insuccesso a breve e medio termine.

Come funziona l’intervento

La robotica nell’ intervento protesico funge da elemento di supporto alle scelte e al lavoro del chirurgo nel corso dell’applicazione dell’impianto protesico.

La tecnica robotica consente infatti attraverso un sistema di simulazione intraoperatoria un costante controllo nel corso dell’ intervento chirurgico prima di eseguire le resezioni ossee ed impiantare la protesi, permettendo eventuali correzioni durante l’ intervento, non a giochi fatti.

Il sistema computer – chirurgo – robot – interagisce gia’ prima dell’ intervento chirurgico stesso:
La procedura e’ caratterizzata da due fasi; in una prima fase preoperatoria il computer crea un modello elettronico tridimensionale del ginocchio di ogni paziente sulla base di una TAC preoperatoria; la seconda fase avviene durante l’ intervento chirurgico nel corso del quale il modello creato precedentemente viene validato sulla base di informazioni trasmesse dai sensori posizionati dal chirurgo sull’articolazione, eventualmente modificando il progetto di esecuzione con particolare riguardo alla creazione di spazi simmetrici ed analoghi in flessione ed in estensione ( vedi foto ) ; L’ esperienza del chirurgo e’ di fondamentale importanza nell’ interagire con i dati forniti dal computer. Una volta accertata la bonta’ della pianificazione chirurgica , le informazioni utili ad eseguire le resezioni ossee e a posizionare la protesi nella giusta sede e bilanciarla in modo perfetto, vengono trasmesse al robot.

L’ intervento di protesi totale di ginocchio eseguito con tecnica robot assistita beneficia di tutti i vantaggi connessi con la minore invasività, il perfetto bilanciamento legamentoso, la precisione e la riproducibilità del gesto chirurgico legati al sistema. La tecnica robotica, grazie alla mini-invasività e al perfetto bilanciamento legamentoso consente anche un ritorno all’attività sportiva, seppure con alcune limitazioni.

Protesi parziale ( Monocompartimentale – Bicompartimentale )
La tecnica di impianto protesico robot assistito ha esordito in Italia come primo centro Europeo nell’ anno 2013 presso il C.O.R.E ( Centro di Ortopedia Robotica Europeo ) presso la Clinica S. Francesco di Verona applicando il sistema per l’ intervento di protesi parziale del ginocchio , nei casi in cui l’ artrosi coinvolga una parte del ginocchio ( artrosi monocompartimentale ); grazie a questa tecnica i limiti della chirurgia protesica parziale ( monocompartimentale ) fino allora relativamente limitati del ginocchio si sono allargati, sia nelle indicazioni che nella fascia di età.

Il vantaggio per il paziente si esprime in un intervento chirurgico protesico di minor impatto e di piu’ rapido recupero anche in quei casi in cui coesiste un’usura della parte centrale del ginocchio, la articolazione femororotulea ; con la stessa tecnica di chirurgia robotica e nel medesimo intervento, e’ possibile sostituire anche questo compartimento (in questo caso si parla di protesi bicompartimentale).

I vantaggi per il paziente

L’artroprotesi parziale di ginocchio (makoplastica parziale) presenta diversi vantaggi per il paziente. La tecnica robot assistita consente una precisione pressoché assoluta nel posizionamento della protesi che ricopre solo le parti danneggiate, consentendo di risparmiare e preservare il tessuto osseo sano e di rispettare i tessuti molli circostanti (capsula, legamenti, muscoli); grazie al minimo traumatismo della fresa di cui è dotato il braccio robotico, l’ intervento puo’ essere seguito attraverso incisioni cutanee contenute.

Per il paziente tutto questo si traduce in un recupero funzionale particolarmente veloce: nella maggior parte dei casi, il paziente può riprendere a camminare nelle prime 24 ore, generalmente ricorrendo solo per un breve periodo all’uso di farmaci analgesici; il ritorno al lavoro e alla vita di relazione si verificano entro poche settimane.

Seguendo protocolli riabilitativi precoci nel 70% dei casi non è necessaria una degenza riabilitativa prolungata, ma è sufficiente un programma di ginnastica intrapreso nell’immediato post-operatorio sotto la guida dei fisioterapisti, da proseguire poi a casa in autonomia. L’utilizzo delle stampelle è consigliato solo nei primissimi giorni dopo l’operazione.

In conclusione, la tecnica robot assistita ha consentito di ridurre la morbidita’ dell’ intervento protesico di ginocchio, ricorrendo grazie alla affidabile esecuzione piu’ frequentemente al tipo di intervento meno invasivo per il paziente, la protesi monocompartimentale o bicompartimentale, ma offrendo nei casi di indicazione a protesi totale ( usura articolare generalizzata e casi di particolare deformita’ ) una metodo di impianto di protesi totale altamente preciso ed affidabile allo scopo di migliorare il grado di soddisfazione di tutti i pazienti che si sottopongono a tale intervento chirurgico.

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